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Biografia delle acque
La collera del polpo è in cerca di marinai improvvisati
presi dalla tempesta che dicono “Il cielo può aspettare”Un’ondata d’odio può essere l’ultimo avvertimento ai biologi
in vista del difficile sbarco di nuove navi in cantiere
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Da Il corpo vegetale di Elisabetta Sancino
Le altre si chiamavano Maria
mio padre aveva scelto Robinia
non ero graziosa ero castana
e scarna un neo sopra il labbro
una passione insana per l’acqua
mia madre diceva sei strana
per le bambine somigliavo a una strega
volevo solo essere amata
come si amano gli alberi
a primavera
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HOMAGE
Alla fine è un omaggio alla bellezza
come puoi sentire
cosa ti può raggiungere
come quando parli
e tutto quello che dovresti fare
è ascoltare
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Il guardiano (Eraldo Mancioppi)
Nel 1976 ero laureando in Medicina e Chirurgia. Quell’anno stavo scrivendo la tesi di laurea sotto la supervisione di un medico correlatore che mi propose un periodo di frequenza presso il manicomio di Marzana, un paesino in provincia di Verona, dove lui era aiuto ospedaliero.L’ospedale psichiatrico di Marzana era stato aperto da poco, attorno al 1970, in sostituzione del vecchio manicomio di San Giacomo in Tomba. Nasceva dall’idea sperimentale di rendere il luogo di cura meno alienante per i pazienti. Progettato dall’architetto Daniele Calabi e dallo psichiatra veronese Cherubino Trabucchi, consisteva in un complesso di piccoli edifici per evitare i classici monoblocchi ospedalieri. La struttura doveva sembrare, per il ricoverato,…
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La tessitura dell’acqua. Una riflessione su Il corpo vegetale di Elisabetta Sancino
Per raccontare Robinia, giovane operaia nella fabbrica tessile di Crespi d’Adda, Elisabetta Sancino si immerge profondamente non solo nel paesaggio acquatico della pianura ma anche nell’ambito metaforico della tessitura. La scrittura diventa l’acqua “che aziona / la turbina e muove / i telai sotto le mani” componendo la tela del racconto con una “gamma oceanica” di fonemi segreti, intrecciando “stoppie e strisce di parole” con cui tessere il corpo e la storia di Robinia e riportarla in vita. Voglio cucirti una veste d’acquacon l’impazienza che non si addicea questa vita con troppe difesea Cambric shirt of dazzling whitetessere il tuorlo del giorno col buioaddosso a un corpo di fuoco A…
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Il silenzio, sale della terra (Andrea Bajani)
Il silenzio fa paura quanto fa paura il mare. Per questo, da sempre, l’uomo l’ha messo fuori dall’umano. Ha costruito città come bastioni perché il silenzio stesse fuori. Ha tirato su fortezze, ha recintato il posto in cui stavano le voci. Ha lasciato il silenzio a palpitare dentro i boschi, e che fossero gli altri animali ad abitarlo, se ne avevano il coraggio. L’ha lasciato sospeso sopra i prati e si è accontentato di guardarlo dalle case, mostrandolo ai bambini dietro le finestre. E nelle grotte, nelle cantine, dentro i cimiteri. L’ha allontanato da sé e poi ha cominciato a riempire il proprio spazio di parole. L’ha tenuto a bada perché sapeva quanto è grande. Sapeva che se si fosse alzato in volo avrebbe visto il mondo in cui viveva accerchiato dal silenzio e dal mare, e ne avrebbe avuto paura. ...
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Il pane il vino
Il pane il vino
la farina è niente
senza la mano che guida
il silenzio dentro le parole -
La caduta
Faceva capolino tra rosa e ginestra
l’ombra minacciosa
di un’eccedenza.
Era mattina ed era sera in un lampo
ma io
andavo nella grande casa
con braccia tese avanti a me
a tastare i silenzi,
cieca.
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