-
Un mattino all’ospedale di Vigevano
Nel corridoio d'attesa di gastroenterologia ci sono delle finestre, dietro le finestre c'è un piccolo giardino con un arbusto che fa delle bacche rosse, oltre il giardino c'è una strada e dietro la strada c'è una fila di tetti dove atterrano e decollano i piccioni.
Spesso non facciamo caso ai piccioni perché si assomigliano tutti, ma in questo momento ce n'è uno diverso dagli altri. E' più piccolo, bianco con striature nere che sembrano merletti, viene spontaneo immaginarlo una femmina.
Lei si avvicina a uno dei piccioni grigi in gruppo, lui le sfugge saltellando lungo il tetto e poi balzando sul sottilissimo orlo che gira tutto intorno a un piccolo balcone. Lei ... -
7
Due insegnati di Zen, Daigu e Gudo, furono invitati a far visita a un gran signore. Appena giunti, Gudo disse al signore: «Tu sei intelligente per natura, e hai una innata predisposizione a imparare lo Zen».
«Sciocchezze» disse Daigu. «Perché stai adulando questo stupido? Sarà un gran signore, ma di Zen non sa proprio niente».
Così, invece di costruire un tempio per Gudo, il signore lo costruì per Daigu e studiò lo Zen con lui.
... -
Assenza
Dove non sei mai stato davvero, dove ti è mancato il coraggio di andare, dove hai chiuso gli occhi per paura, quando sei rimasto fuori, quando non hai capito dove sei finito, quando ti manca il respiro, ecco, questo momento ti rivela l'assenza, la tua assenza, dal mondo, dalla vita, dall'idea stessa dell'esistere. Poi forse ce n'è anche una di un altro tipo, quando ci sei così tanto che il mondo scompare, esistono solo i tuoi pensieri e vivi dentro di loro, come nei sogni, e tutto intorno scorre ...
-
Un uomo, una donna, il silenzio
Il frangente di una storia che Bonnard ci racconta con un’immagine unica ma equivoca, significati che si rinnovano in mille dettagli ogni volta diversi, talvolta discordanti, rassicuranti o contradditori a seconda di quando e come ci avviciniamo alla scena.
Loro lasciati lì, senza l’ausilio di un titolo che spieghi qualcosa di quello che è successo mentre eravamo distratti, di nuovo immersi nel loro quotidiano, immobili e lontani oppure semplicemente complici di un amplesso che si intuisce ormai concluso.
Composti e assorti, in silenzio si offrono al mondo che spia il loro commiato.
Quello stesso silenzio che sorprende anche noi, estranei eppure immessi nostro malgrado ...