-
3
Gli insegnanti di zen abituano i loro giovani allievi a esprimersi. Due templi zen avevano ciascuno un bambino che era il prediletto tra tutti. Ogni mattina uno di questi bambini, andando a comprare le verdure, incontrava l’altro per strada.
«Dove vai?» domandò il primo.
«Vado dove vanno i miei piedi» rispose l’altro.
Questa risposta lasciò confuso il primo bambino, che andò a chiedere aiuto al suo maestro. «Quando domattina incontrerai quel bambino,» gli disse l’insegnante « fagli la stessa domanda. Lui ti darà la stessa risposta, e allora tu domandagli: “Fa’ conto di non avere i piedi: dove vai, in quel caso?”. Questo lo sistemerà».
La mattina dopo i bambini ... -
Spaccature
Tra le occasioni di straordinaria apertura nel mondo che il corpo è in grado di spalancare ai nostri sensi eccone una che giunge al tatto e dunque alle mani senza passare apparentemente dal pensiero. C’è come un iniziale arresto provvisorio, un silenzio ricettivo e spaesante che ci conduce fin dentro la materia la quale tacitamente chiede di essere manipolata. Per dirla con Bataille è “punto d’arresto propizio a uno sgorgo, un arresto provvisorio tra lo splendore della perdita e l’accumulazione di forze" (G. BATAILLE, Madame Edwarda).
Questo arresto improvviso di ogni volontà di intervento attivo sul mondo, una sorta di passività cieca guida i sensi lungo i sentieri di un sapere...