Intercapedini

La caduta

Faceva capolino tra rosa e ginestra
l’ombra minacciosa
di un’eccedenza.
Era mattina ed era sera in un lampo
ma io
andavo nella grande casa
con braccia tese avanti a me
a tastare i silenzi,
cieca.
Mio padre,
da dietro,
spigolava la paura di cadere.
Già da sempre era iscritta nella sua storia
e nella nostra,
la sua caduta.
Si doveva fermare il tempo e interrogarlo,
si doveva nascere un’altra volta.
Nella cavità dei nostri cuori raccogliere tutti insieme
il nostro spavento
e gettarlo in pasto alla vita,
di là
dalla finestra chiusa.