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Leggendo Visioni notturne in pieno giorno di Matteo Canevari
Ho iniziato il libro di Matteo Canevari appena dopo aver visitato il Centro Artistico dello scultore Alik Cavaliere. Nel cortile di quello che era lo studio di Alik ci sono alberi vivi mescolati a forme vegetali in metallo, che sono copie perfette di piante vere e che sono state realizzate con l’antichissima tecnica della cera persa. Copie perfette tranne per alcuni particolari che a prima vista sfuggono. L’effetto prodotto da queste sculture è straniante: sembrano in tutto e per tutto identiche alle forme che vediamo quotidianamente, ma guardando bene si vede che c’è in loro qualcosa di innaturale.
È la sensazione dell’uncanny, dell’unheimlich: l’impressione di qualcosa di perturbante all’interno di uno ... -
4
Gli allievi della scuola di Tendai solevano studiare meditazione anche prima che lo Zen entrasse in Giappone. Quattro di loro, che erano amici intimi, si ripromisero di osservare sette giorni di silenzio.
Il primo giorno rimasero zitti tutti e quattro.
La loro meditazione era cominciata sotto buoni auspici; ma quando scese la notte e le lampade a olio cominciarono a farsi fioche, uno degli allievi non riuscì a tenersi e ordinò a un servo: «Regola quella lampada!»
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La ragazza con l’orecchino di perla
Non vedremo mai i tuoi capelli
come altre cose
in questo vasto mondo
tanto grande che solo l'arte
riesce a esprimerlo contenerlo
non vedremo i gesti
che c'erano prima
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3
Gli insegnanti di zen abituano i loro giovani allievi a esprimersi. Due templi zen avevano ciascuno un bambino che era il prediletto tra tutti. Ogni mattina uno di questi bambini, andando a comprare le verdure, incontrava l’altro per strada.
«Dove vai?» domandò il primo.
«Vado dove vanno i miei piedi» rispose l’altro.
Questa risposta lasciò confuso il primo bambino, che andò a chiedere aiuto al suo maestro. «Quando domattina incontrerai quel bambino,» gli disse l’insegnante « fagli la stessa domanda. Lui ti darà la stessa risposta, e allora tu domandagli: “Fa’ conto di non avere i piedi: dove vai, in quel caso?”. Questo lo sistemerà».
La mattina dopo i bambini ... -
Spaccature
Tra le occasioni di straordinaria apertura nel mondo che il corpo è in grado di spalancare ai nostri sensi eccone una che giunge al tatto e dunque alle mani senza passare apparentemente dal pensiero. C’è come un iniziale arresto provvisorio, un silenzio ricettivo e spaesante che ci conduce fin dentro la materia la quale tacitamente chiede di essere manipolata. Per dirla con Bataille è “punto d’arresto propizio a uno sgorgo, un arresto provvisorio tra lo splendore della perdita e l’accumulazione di forze" (G. BATAILLE, Madame Edwarda).
Questo arresto improvviso di ogni volontà di intervento attivo sul mondo, una sorta di passività cieca guida i sensi lungo i sentieri di un sapere... -
2
Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a un tempio shintoista e disse ai suoi uomini: «Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino».
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia ... -
Leggendo Cronache dal tempo libero di Simone Beghi
Non credo sia un caso che il primo testo della prima sezione, intitolata GENESI, sia La stanza dei punti interrogativi. Così come non credo sia un caso che anche nel bellissimo componimento finale le parole centrali siano “silenzio” e “domande”, due parole che sono una la condizione dell’altra.
Come se il nucleo stesso del libro, dal suo primo dispiegarsi alla sua conclusione, fosse la domanda. Il titolo stesso della silloge apre molte riflessioni, perché il concetto di tempo libero, e più in generale di tempo, è qualcosa di tutt’altro che banale. Preferisco però non riportare le risposte che mi sono data, perché non sarebbero in grado comunque di esaurire la... -
Corpo_Spazio_Parola di Stefania Bortoli. Un’ibridazione tra parola e musica
Linee morbide tracciate con leggerezza e “con gli occhi chiusi” insinuano nella fissità di un foglio bianco alternative inaspettate e, nella coerente incoerenza, ciascuna immagine resta inclusiva e meravigliosamente spalancata a ogni attesa possibile. Così il disegno di Francesca Raineri che introduce al testo ci chiede di essere immaginato e completato ma rimane al tempo stesso simbolo di un’impossibilità interpretativa definitiva e univoca. Allo stesso modo le poesie di Stefania Bortoli disegnano un’intenzione che si espande come in cerchi concentrici lontano da un’unica linea evocativa. Il gesto flessuoso della parola/corpo asseconda quasi senza peso, in una danza leggera, l’incontro di sé attraverso lo sguardo dell’altro. Così facendo si oltrepassa slacciando...
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1
In Cina c’era una vecchia che da oltre venti anni manteneva un monaco. Gli aveva costruito una piccola capanna e gli dava da mangiare mentre lui meditava. Un bel giorno si domandò quali progressi egli avesse fatti in tutto quel tempo.Per scoprirlo, si fece aiutare da una ragazza piena di desiderio. «Và da lui e abbraccialo,» le disse «e poi domandagli di punto in bianco: «E adesso?». La ragazza andò dal monaco e senza tante storie cominciò ad accarezzarlo, domandandogli che cosa si proponesse di fare con lei. «Un vecchio albero cresce su una roccia fredda nel cuore dell’inverno» rispose il monaco non senza un certo lirismo. «Non c’è più…
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Sulla ridondanza. Una riflessione su A oriente di qualsiasi origine di Annalisa Rodeghiero
Per una straordinaria coincidenza mi sono trovata a leggere nello stesso momento due autrici accomunate dal fatto di essere non solo scrittrici ma anche entrambe laureate in Scienze Biologiche: Annalisa Rodeghiero e Lucia Carli. Ho conosciuto Giovanna e Stefano, la figlia e il genero di Lucia Carli, alla Scuola Filosofica di Pacina scoprendo così gli scritti di Lucia, tra cui il saggio Evento 3, la silloge Poesia della materia intera (Campanotto Editore) e un testo che mi ha suggerito questo collegamento tra le due autrici: Ridondanza (Lubrina Editore). Sicuramente non è un caso che entrambe abbiano evocato un concetto che si collega a qualcosa di fondamentale ed enigmatico in biologia:…