• 12 Storie Zen

    8

    Il monaco cuoco Dairyo, nel monastero di Bankei, decise di prendersi cura della salute del suo vecchio insegnante e di servirgli soltanto miso fresco, una pasta di soia mescolata con grano e lievito che spesso fermenta.
    Bankei, notando che il miso servito a lui era migliore di quello dei suoi allievi, domandò: «Chi è il cuoco, oggi?».
    Dairyo fu mandato a chiamare. E da lui Bankei seppe che, data la sua età e la sua posizione, doveva mangiare soltanto miso fresco.
    Allora disse al cuoco: «Dunque tu pensi che non devo mangiare affatto». E detto questo, entrò nella sua stanza e chiuse la porta a chiave.
    ...

  • Intercapedini

    Le nuvole

    Vasti paesaggi di vapore
    forme che sembrano ricordi di sogni
    arcipelaghi che diventano catene montuose
    che non sono abissi di mare o terra
    ma proprio il cielo
    dove gli antichi e i bambini vedevano
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  • Tessiture

    Un mattino all’ospedale di Vigevano

    Nel corridoio d'attesa di gastroenterologia ci sono delle finestre, dietro le finestre c'è un piccolo giardino con un arbusto che fa delle bacche rosse, oltre il giardino c'è una strada e dietro la strada c'è una fila di tetti dove atterrano e decollano i piccioni.
    Spesso non facciamo caso ai piccioni perché si assomigliano tutti, ma in questo momento ce n'è uno diverso dagli altri. E' più piccolo, bianco con striature nere che sembrano merletti, viene spontaneo immaginarlo una femmina.
    Lei si avvicina a uno dei piccioni grigi in gruppo, lui le sfugge saltellando lungo il tetto e poi balzando sul sottilissimo orlo che gira tutto intorno a un piccolo balcone. Lei ...

  • 12 Storie Zen

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    Due insegnati di Zen, Daigu e Gudo, furono invitati a far visita a un gran signore. Appena giunti, Gudo disse al signore: «Tu sei intelligente per natura, e hai una innata predisposizione a imparare lo Zen».
    «Sciocchezze» disse Daigu. «Perché stai adulando questo stupido? Sarà un gran signore, ma di Zen non sa proprio niente».
    Così, invece di costruire un tempio per Gudo, il signore lo costruì per Daigu e studiò lo Zen con lui.
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  • Tessiture

    Assenza

    Dove non sei mai stato davvero, dove ti è mancato il coraggio di andare, dove hai chiuso gli occhi per paura, quando sei rimasto fuori, quando non hai capito dove sei finito, quando ti manca il respiro, ecco, questo momento ti rivela l'assenza, la tua assenza, dal mondo, dalla vita, dall'idea stessa dell'esistere. Poi forse ce n'è anche una di un altro tipo, quando ci sei così tanto che il mondo scompare, esistono solo i tuoi pensieri e vivi dentro di loro, come nei sogni, e tutto intorno scorre ...

  • Rifrazioni

    Un uomo, una donna, il silenzio

    Il frangente di una storia che Bonnard ci racconta con un’immagine unica ma equivoca, significati che si rinnovano in mille dettagli ogni volta diversi, talvolta discordanti, rassicuranti o contradditori a seconda di quando e come ci avviciniamo alla scena.
    Loro lasciati lì, senza l’ausilio di un titolo che spieghi qualcosa di quello che è successo mentre eravamo distratti, di nuovo immersi nel loro quotidiano, immobili e lontani oppure semplicemente complici di un amplesso che si intuisce ormai concluso.
    Composti e assorti, in silenzio si offrono al mondo che spia il loro commiato.
    Quello stesso silenzio che sorprende anche noi, estranei eppure immessi nostro malgrado ...

  • 12 Storie Zen

    6

    Venti monaci e una monaca, che si chiamava Eshun, facevano esercizio di meditazione con un certo maestro di Zen.
    Nonostante la sua testa rapata e il suo abito dimesso, Eshun era molto carina. Diversi monaci si innamorarono segretamente di lei. Uno di questi le scrisse una lettera d’amore, insistendo per vederla da sola.
    Eshun non rispose. Il giorno dopo il maestro fece lezione ai suoi discepoli, e alla fine della conferenza Eshun si alzò. Rivolgendosi a quello che le aveva scritto, disse: «Se veramente mi ami tanto, vieni qui e prendimi subito tra le tue braccia».

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  • 12 Storie Zen

    5

    Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: «C’è davvero un paradiso e un inferno?».
    «Chi sei?» volle sapere Hakuin.
    «Sono un samurai» rispose il guerriero.
    «Tu un soldato!» rispose Hakuin. «Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!».
    Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: «Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa».
    Mentre Nobushige snudava la spada ...

  • Rifrazioni

    Romanzi in cucina

    La signora Anne Tyler scrive commedie. Sono libri semplici e profondi, pieni di domande su quello che siamo. Genitori, figli, gli abissi che si aprono nella nostra vita quotidiana. Piccoli viaggi, scatole, tessuti, conversazioni in cucina, bambini, strane abitudini che raccontano qualcosa di noi, un uomo che continua a costruire cassetti da tipografo per i piccoli oggetti di sua moglie che è andata via e li lascia nel garage, dietro le gomme della macchina. Cose come queste, che sono il racconto di una vita, delle nostre vite. Piccole follie quotidiane, momenti buffi, tragici, divertenti, solitudini che sembrano pozzi scavati con un cucchiaio da minestra, e poi gatti, automobili, libri, tavole…

  • Rifrazioni

    Leggendo Visioni notturne in pieno giorno di Matteo Canevari

    Ho iniziato il libro di Matteo Canevari appena dopo aver visitato il Centro Artistico dello scultore Alik Cavaliere. Nel cortile di quello che era lo studio di Alik ci sono alberi vivi mescolati a forme vegetali in metallo, che sono copie perfette di piante vere e che sono state realizzate con l’antichissima tecnica della cera persa. Copie perfette tranne per alcuni particolari che a prima vista sfuggono. L’effetto prodotto da queste sculture è straniante: sembrano in tutto e per tutto identiche alle forme che vediamo quotidianamente, ma guardando bene si vede che c’è in loro qualcosa di innaturale.
    È la sensazione dell’uncanny, dell’unheimlich: l’impressione di qualcosa di perturbante all’interno di uno ...